ardesiato - Rossato

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MEMBRANE ARDESIATE

Uno strato di "membrana bitume  polimero plastomero modificato  con polimeri di sintesi APP (polipropilene atattico) del peso di Kg. 4,5 e autoprotetta con  scaglie d’ardesia (tipo con armatura costituita da "tessuto non  tessuto" di poliestere da filo continuo (Classe Spun Bond)), posta in Opera  mediante applicazione "a fiamma", con giunti sormontati di cm. 7/10,  opportunamente sfalsati rispetto quelli dello strato precedente e debitamente  stuccati a caldo.

Le membrane bituminose, necessitano sempre di una protezione superficiale.

Tale protezione, nella maggior parte dei casi, è data dalla pavimentazione che viene realizzata al di sopra dell'impermeabilizzazione, da uno strato di ghiaia, o di terra, insomma dall'elemento che viene posto al di sopra del "pacchetto impermeabile". Nel caso di "coperture a vista", cioè tutte quelle coperture in cui l'elemento di tenuta (= strato impermeabile) viene lasciato esposto agli agenti atmosferici, bisogna prevedere di posizionare un manto che sia superficialmente autoprotetto, per evitare che i raggi UV del sole possano, con l'andare del tempo, precludere la durata del pacchetto impermeabile applicato.

Un valido esempio di membrana autoprotetta, è quella ardesiata sopramenzionata. La stessa è composta da uno strato di membrana bitume polimero plastomero modificato con polimeri di sintesi APP (polipropilene atattico) dello spessore di m/m 4 armata con Tessuto Non Tessuto di poliestere da filo continuo (classe Spun Bond) che, alla fine del suo processo di fabbricazione viene riscaldata superficialmente e fatta passare sotto ad una tramoggia che lascia cadere la scaglie d'ardesia "a pioggia". Esse si fissano sulla massa bituminosa riscaldata e successivamente vengono compresse da un apposito rullo in modo da fissarle definitivamente. Per questo motivo la membrana sopramenzionata diventa da 4,5 Kg./metroquadrato, dove la scaglia d'ardesia e proprio quel 0,2/0,3 Kg/mq. che fa diventare una membrana da 4 m/m (= a 4,3 Kg/mq ca.) 4,5 Kg. a metroquadrato.

Da rammentare che le membrane ardesiate, contrariamente a quanto si legge in diversi Capitolato d'Appalto NON SONO UN ELEMENTO DI TENUTA IDRAULICA (essendo strati di protezione antisolare) e NON SONO MAI PEDONABILI (è proprio l'azione meccanica superficiale a determinarne un precoce invecchiamento).

Esistono anche altri tipi di membrana autoprotetta, come quelle rivestite con lamiera   di rame o di alluminio, ma sono decisamente più costose e più difficoltose per la posa in opera, anche se, una volta messe in opera, non sono soggette ad usura (cosa che invece le membrane ardesiate soffrono).

Un altro modo efficace per proteggere le membrane "a vista", è quello di verniciarle con particolari vernici polimerizzate ed idonei solventi  (a norma della Legge Sanitaria 5/3/63 n° 245) o basi acquose, ma codeste durano sicuramente meno delle membrane ardesiate (le quali invece, quando perdono tutto lo strato d'ardesia, possono sempre essere verniciate).
Recentemente, grazie al sempre maggior progredire della Tecnologia, sono state concepite delle membrane che presentano, superficialmente, uno strato di tessuto colorato. Tali membrane rappresentano indubbiamente un'ottima soluzione Tecnica qualora ci accingiamo a realizzare un Sistema Impermeabile che rimarrà "a vista", poiché tale strato colorato, non ha bisogno di manutenzione e il colore (normalmente rosso mattone o verde scuro) si mantiene nel tempo, subendo un degrado molto lento e uniforme.

Altro manto decisamente rivoluzionario é quello costituito dall'applicazione di una membrana ACB (Acrilico Copolimero Blend), realizzata a base di una mescola speciale ricca di copolimeri nobili additivati con sostanze ignifughe "halogen free" (senza sostanze alogene), trattata in fase di produzione con un coating acrilico bianco, resistente agli UV, antiriflettente e perfettamente stabile nel tempo. Grazie all'applicazione di tale membrana, si ottiene un manto che non ha bisogno di verniciature o manutenzione, e il vantaggio di avere un potere riflettente del calore dovuto a irraggiamento solare pari al 76 % (per maggiori specifiche visitare l'Area "Capitolati Tecnici").

                                     
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