La scelta di un sistema di copertura, deriva dall'analisi di molteplici fattori, per esempio:

    - destinazione d'uso  -  architettura  -  inserimento ambientale

    - Leggi e norme sull'edilizia

    - tipo di struttura  -  sistema portante  -  statica  -  costi di costruzione

    - utilizzazione (parzialmente pedonabile, praticabile, giardino pensile, carrabile)

    - ecologia, compatibilità con l'ambiente (giardino pensile)

    - condizioni climatiche (interne/esterne), esigenze di fisica delle costruzioni

Per la progettazione di un edificio, lo studio di tutti questi fattori, comporta la definizione di un particolare sistema di copertura.

Il tetto piano, deve oppure può assolvere alle seguenti funzioni:

    - protezione dagli agenti atmosferici: pioggia, grandine, neve, ghiaccio,vento

    - protezione da tutti gli agenti chimici e fisici presenti nell'aria

    - protezione dal freddo invernale (risparmio energetico) e dal caldo estivo (clima di serra)

    - protezione dalle immissioni acustiche (suoni e rumori)

    - ampliamento dello spazio utilizzabile (tetto piano praticabile e/o giardino pensile)

    - protezione della facciata dagli agenti atmosferici, mediante il bordo del tetto o la gronda

    - illuminazione naturale (cupole e lucernari)

Il tetto piano è in grado di assolvere a tutte queste funzioni, soltanto se il supporto e tutti gli elementi costituenti la stratigrafia della copertura sono realizzati con l'uso di singole componenti correttamente integrate nel sistema generale prescelto.

I manti impermeabili sintetici che ci accingiamo ad analizzare sono quelli costituiti da:

Lega di Poliolefine (TPO o FPO)

PoliVinile di Cloruro (PVC Plastificato)

Etilene Propilene Diene Monomero (EPDM)

I manti realizzati in Lega di Poliolefine Flessibili (FPO o TPO), sono estremamente flessibili, hanno caratteristiche di: elevata resistenza meccanica, ottima durata nel tempo, compatibilità con il bitume (sistema a sandwich), nessun problema viene causato dal contatto con polistirene o PVC rigido, assenza di plastificanti, l'ottima stabilità dimensionale e elevato profilo ecologico (totalmente smaltibili e riciclabili). L'aspetto che riteniamo negativo di codesti Sistemi, é dato dalla differenza enorme sui costi per la saldatura e il controllo della stessa. Durante le fasi di saldatura si rende obbligatorio:

 

una perfetta pulizia dei lembi che andranno saldati;

un'attenta realizzazione di una prima presaldatura - formando una "sacca" già a tenuta idrica - nella parte più interna del sormonto da saldare;

la saldatura finale dei due lembi dei teli da unire

 

Le fasi lavorative sopraesposte, sono proprie anche della saldatura dei manti impermeabili sintetici realizzati in PVC Plastificato, la particolarità negativa della saldatura dei manti in Lega di Poliolefine é data dalla mancanza di rilascio della "bava" di saldatura; dal fenomeno a causa del quale le molecole dei manti in Lega di Poliolefine cessano di consolidare la saldatura dopo diverse decine di giorni da quando la stessa é stata effettuata; dal fenomeno, che abbiamo riscontrato in diverse occasioni, a causa del quale manti che sembravano essere stati perfettamente saldati tra loro, dopo che vengono posti in esercizio (principalmente zavorramento con strati di terreno particolarmente pesanti o copertura di porzioni carrabili o comunque soggette a movimenti) possono presentare, dopo pochi mesi, aperture delle saldature. Abbiamo trovato soluzione a tale fenomeno, applicando i manti suddetti e scegliendo fra quelli esistenti sul Mercato, un tipo che risulta essere molto più "morbido" di altri e quindi facilita le operazioni di saldatura.

I manti realizzati in Polivinile di Cloruro (PVC Plastificato), hanno Caratteristiche simili a quelle dei manti realizzati in Lega di Poliolefine Flessibili, ma essendo costituiti da un materiale che "di natura" é rigido, per renderlo lavorabile i Produttori modificano la catena molecolare con l'aggiunta di Plastificante. Questo Plastificante é proprio l'elemento che, in determinate condizioni, determina la rottura dei manti realizzati in PVC Plastificato. Tuttavia la decisamente migliore e più agevole realizzazione delle saldature (anche se vanno eseguite sempre come precedentemente riportato), la più facile verifica della perfetta realizzazione delle stesse, fanno si che questi manti siano preferibili per realizzazione di alcuni siti di applicazione.

Le impermeabilizzazioni, eseguite con i manti sintetici realizzati in Lega di Poliolefine (TPO o FPO) o con i manti in PVC Plastificato, necessitano di particolari cure, quali:

il supporto deve essere liscio, dotato delle necessarie pendenze e pulito;

 

i sormonti, in caso di saldatura con i Leister manuali (o con saldatore automatico sprovvisto di apposito ugello), devono essere preventivamente trattati con l'apposito liquido;

 

siamo in presenza di manti in monostrato, quindi la Posa in Opera deve essere altamente specializzata e bisogna curare ogni minimo dettaglio (proprio per l'alta preparazione richiesta per l'applicazione dei suddetti Sistemi Impermeabili, i Produttori vendono i propri materiali unicamente alle Imprese di posa (non a Magazzini Edili o Imprese Edili) e unicamente a quelle che abbiano il Qualificato il proprio Personale addetto, presso le proprie Scuole di formazione) vedi certificato (poi "clicca" sulla foto per tornare indietro);

tutti i dettagli (bordi del tetto, scarichi, soglie d'ingresso, scossaline di coronamento, angoli, elementi speciali, etc....) vanno opportunamente studiati e realizzati nella maniera più consona alla destinazione d'uso particolare;

 

i manti vanno sempre fissati a perimetro, in modo da evitare che eventuali "movimenti" interessanti la Superficie pianeggiante del Solaio, possano creare "lacerazioni" sugli stessi;

 

 

 

I manti realizzati in gomma Etilene Propilene Diene Monomero (EPDM)

 

La gomma EPDM, é una membrana vulcanizzata al 100% in gomma sintetica a base di terpolimero Etilene Propilene Diene Monomero. Il telo é composto da due strati di mescola accoppiati prima della vulcanizzazione. Fu introdotto per la prima volta sul Mercato mondiale nel 1962 e la sua produzione industriale iniziò nel 1963. Differenze sostanziali con gli altri sistemi Impermeabili Sintetici, sono da individuarsi in diversi fattori fra cui ricordiamo i principali:

comportamento elastico (é una gomma);

possibilità di adoperare teli di grosse dimensioni (lunghezza da 15,25 ml sino a 61,00 ml e larghezza da 2,28 ml. sino a 15,25), di conseguenza avremo un minor numero di sormonti / saldature;

la saldatura dei teli avviene "a freddo" mediante vulcanizzazione dei teli;

lo "scheletro" della struttura chimica di tipo totalmente saturo gli conferisce una resistenza virtualmente illimitata all'ozono e agli agenti atmosferici, una buona resistenza al calore e un'ottima flessibilità a freddo;

maggiore durata nel tempo rispetto agli altri Sistemi Impermeabili;

come tutti i manti sintetici, é totalmente antiradice;

velocità di posa in Opera del Sistema Impermeabile => minor costo di realizzazione.

 

Ovviamente anche nel caso dell'EPDM, sono validi i Principi Generali propri dei Sistemi Impermeabili a base sintetica, quindi richiede manodopera altamente specializzata e una visione dei particolari accurata, in modo da ottenere un Sistema Impermeabile maggiormente durevole nel tempo e dalle Caratteristiche Prestazionali uniche.

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