Alcuni consigli sulla corretta posa dei manti impermeabili
Nel caso di rifacimento di un Sistema Impermeabile su un vecchio "manto", qualora quest'ultimo si presenti in condizione ancora "buone", - previa eliminazione di bolle e gibbosità presenti - è consigliabile non rimuoverlo per: 1) evitare fenomeni di allegamento in caso di pioggia (l'esperienza ci insegna che i "teli di nylon" che si posizionano per proteggere da pioggia le terrazze, non servono a nulla) 2) evitare costi notevoli per lo smaltimento delle membrane bituminose (sono un rifiuto speciale) 3) disporre di un valido supporto sul quale applicare il nuovo Sistema Impermeabile.

Avere cura di "stendere" i rotoli o perpendicolarmente ai canali di gronda o parallelamente (indicato per porzioni a falda), ma sempre partendo dalla zona inferiore (cioè dove si trova il bocchettone) sino al raggiungimento del punto di colmo (fra un bocchettone e quello successivo);
Procedere innanzitutto all'impermeabilizzazione dei canali di gronda, partendo dai bocchettoni di scarico sino a raggiungere il punto di colmo;
Una volta steso il primo telo, procedere a stendere il secondo sovrapponendolo lateralmente di circa 8 / 10 cm. e nelle giunzioni di testa per 12 / 15 cm;
Durante l'operazione di posa, é importante scaldare il rotolo in modo che fuoriesca - in corrispondenza del foglio attiguo - un cordolo di bitume fuso. Questa operazione indica che l'incollaggio (comunemente definito saldatura) delle due membrane é stato eseguito. Successivamente si procederà a spalmare il cordolo fuoriuscito per mezzo del cazzuolino caldo, ma bisogna fare attenzione a non asportare la mescola bituminosa dalla superficie del foglio che stiamo applicando, altrimenti si scoprirebbe l'armatura interna del foglio, compromettendone la funzionalità;

Una volta realizzato tutto il primo strato, per procedere alla stesura del secondo strato si proceda posizionando i fogli in modo che le giunzioni longitudinali dello strato sottostante si trovino sempre al centro di quello superiore;

Nel
caso di manti impermeabili a base bituminosa, é sempre consigliabile la posa
in aderenza totale. Qualora si desideri procedere a una posa in
semindipendenza, sarà necessario applicare a "secco", direttamente
sul supporto, uno strato di membrana armata velo vetro del peso di gr.
1.000 ca. per mq. preforata meccanicamente con "fori" del diametro
di m/m 40 ca. (48 fori a mq ca.). Strato
di "diffusore dell'umidità e dei movimenti" o di
"scorrimento"
Nel caso di realizzazione di coibentazioni a "tetto caldo" è necessario:
Strato di imprimitura (= Primer)
Strato diffusore dell'umidità e dei movimenti
Strato di barriera al vapore (membrana bitume polimero armata con lamina di allumino o rame)
Realizzazione "pacchetto Coibente" (secondo le modalità procedurali proprie di ogni materiale)
Realizzazione del "pacchetto Impermeabile"
Posa dei pannelli termoisolanti
| a secco | coperture con
pendenza inferiore al 5% dotate di una protezione pesante, oppure nel
caso di tetto rovescio (con l’elemento termoisolante posato al di
sopra dell’elemento di tenuta) |
| incollaggio a caldo con bitume ossidato | Da
applicarsi sotto e sopra il pannello e steso in ragione di ca 1,5 kg/mq.
(nel caso di doppiostrato di pannelli sarà necessario applicare una
spalmatura sotto il primo strato, una fra il primo e il secondo strato e
una sopra il secondo strato prima dell'applicazione del primo strato
impermeabile) oppure con mastice bituminoso,
anch’esso steso in ragione di ca 1,5 kg/mq. |
| con fissaggio meccanico |
Se
non è prevista una protezione pesante, in caso di forte vento o su coperture
con pendenza superiore al 30%, prevedere anche un fissaggio meccanico dei
pannelli, eseguito mediante chiodi ad espansione o viti autofilettanti con
rondelle del diametro di ca 70 m/m. La
chiodatura varierà secondo le condizioni climatiche. Applicare un minimo di 5
fissaggi per pannello. I fissaggi saranno applicati al centro e negli angoli, ad
una distanza di ca 5 cm dai bordi Prevedere
sempre il fissaggio meccanico: •
su strutture instabili sottoposte a movimenti ciclici (strutture
metalliche, tensostrutture) •
in corrispondenza delle zone perimetrali della copertura, quelle
maggiormente soggette al rischio di sollevamento del manto, impiegare un elemento
di fissaggio ogni 50 cm. |