Coprigiunti di dilatazione

- su coperture piane non isolate

Smussare i bordi del giunto in modo che l’omega della membrana impermeabilizzante abbia uno sviluppo tale che, in corrispondenza della massima apertura del giunto, non provochi tensioni alla membrana.

Far penetrare il primo strato dell’elemento di tenuta all’interno del giunto, saldandolo a fiamma a cavallo del giunto stesso.

Inserire nell’omega un cordolo di materiale comprimibile (polietilene espanso o treccia in fibra di vetro), in modo da riempire completamente la fessura.

Incollare a fiamma in completa aderenza il secondo strato dell’elemento di tenuta, sino a 5 cm dal bordo del giunto.

Ricoprire il giunto con un telo di membrana elastomerica, largo circa 50 cm, incollandolo a fiamma in totale aderenza.

 

 

- su coperture piane isolate

 

Smussare i bordi del giunto in modo tale che l’omega della barriera al vapore abbia uno sviluppo tale che, in corrispondenza della massima apertura del giunto, non provochi tensioni nella membrana.

Inserire nell’omega un cordolo di materiale comprimibile (polietilene espanso o treccia in fibra di vetro), in modo da riempire completamente la fessura.

Applicare i pannelli termoisolanti, arrestandosi a 5 cm ca dai bordi del giunto.

Far penetrare il primo strato dell’elemento di tenuta all’interno del giunto, saldandolo a fiamma a cavallo del giunto stesso.

Far penetrare all’interno del giunto un telo di membrana elastomerica largo ca 50 cm, saldandolo a fiamma sull’isolante a cavallo del giunto stesso.

Applicare il primo strato dell’elemento di tenuta sino a 5 cm ca dai bordi del giunto.

Riempire completamente la fessura con un cordolo di materiale comprimibile.

Incollare a fiamma in completa aderenza il secondo strato dell’elemento di tenuta.

 

 

 

- I “Pontage”

Per i giunti con piccoli movimenti può essere sufficiente impiegare la tecnica del pontage, che riconduce le dilatazioni del manto al campo elastico, ovvero a quei valori (non superiori al 3%) che il manto è in grado di assorbire senza deformarsi permanentemente.

Smussare i lembi del giunto, per evitare che il telo di pontage in abbondanza venga tranciato al momento del riavvicinamento dei bordi.

Stendere a secco un telo di scorrimento, ad esempio un velo di vetro bitumato, di larghezza adeguata, longitudinalmente a cavallo del giunto.

La larghezza del telo di scorrimento L si calcola con la formula: L = movimento del giunto (in mm) 0,03 Ad esempio un telo largo 30 cm è adeguato a movimenti del giunto di 5-10 mm.

Per mantenere il telo fermo durante le successive fasi di posa, incollarlo a fiamma per punti, solo su uno dei due lati del giunto.

Applicare sopra al telo di pontage il manto impermeabile.

 

 

   Aeratori (caminetti di ventilazione, esalatori)

Applicare a secco lo strato di diffusione del vapore, realizzato con un velo di vetro bitumato forato Posare la barriera al vapore (costituita da una membrana armata con velo di vetro e lamina di alluminio), incollandola sul sottostante strato di diffusione mediante sfiammatura.

Posare l’elemento termoisolante.

In corrispondenza dei punti di installazione dei caminetti di ventilazione rimuovere l’isolante e la sottostante barriera al vapore.

Dopo aver valutato le condizioni termoigrometriche dell’ambiente sottostante la copertura, applicare un aeratore:

- ogni 40 m2 per ambienti caratterizzati da bassa o normale presenza di umidità;

- ogni 20 -25 m2 per ambienti con umidità media;

- ogni 15 m2 per ambienti con forte umidità (piscine, ambienti con lavorazioni particolari, ecc.).

Inserire il primo elemento dell'aeratore, la cui flangia deve pescare tra lo strato di diffusione e la barriera al vapore.

Inserire il secondo elemento dell'aeratore tra l’isolante ed il primo strato dell’elemento di tenuta.

Applicare i due strati del manto impermeabile, raccordandoli a fiamma in aderenza totale al secondo elemento dell’aeratore.

 

 

   Canali di gronda

A causa delle differenti dilatazioni dei materiali sottostanti al manto (ad es. rame del canale di gronda e legno della struttura), in questi punti può verificarsi il tranciamento del manto sovrapposto.

Un efficace metodo per evitare il problema è rappresentato dal “pontage” sul giunto tra la struttura ed il canale, effettuato posando il manto con una sovrabbondanza nella stessa zona, in modo da compensare i movimenti reciproci dei due materiali.

 

 

          Raccordi con la muratura verticale

 

Coperture piane non isolate

 

Stendere su tutte le parti verticali in muratura una mano di primer bituminoso in solvente a rapida essiccazione, steso a rullo o pennellessa, in ragione di ca. 300 gr/mq.

Posare il primo strato di tenuta sino all'angolo, incollandolo a fiamma.

Smussare il piede dei rilievi e tutti gli angoli che devono essere rivestiti dall’elemento di tenuta mediante l’impiego di angolari in lana minerale a sezione triangolare.

Incollare a cavallo dell'angolo un telo di membrana

Applicare il secondo strato dell’elemento di tenuta incollandolo a fiamma (vedi schema).

Rivestire completamente la sede del paramento verticale con un telo di membrana dello stesso tipo, tagliato in misura.

Proteggere la testa del manto impermeabile mediante scossalina metallica, fissata meccanicamente al rilievo e sigillata superiormente con silicone.

 

 

   Coperture piane isolate

Stendere su tutte le parti verticali in muratura una mano di primer bituminoso in solvente a rapida essiccazione, steso a rullo o pennellessa, in ragione di ca. 300 gr/mq.

Risvoltare la barriera al vapore sino a 10 cm al di sopra del livello previsto per l’elemento termoisolante.

Posare l’elemento termoisolante. Se si deve posare un massetto ripartitore dei carichi, non accostare i pannelli al rilievo, ma posare al piede del rilievo un mattone con spessore pari a quello dell’isolante.

Posare il primo strato di tenuta sino all'angolo incollandolo a fiamma.

Smussare il piede del rilievo mediante l’impiego di angolari in lana minerale.

Incollare a cavallo dell'angolo un telo di membrana

Applicare il secondo strato dell’elemento di tenuta incollandolo a fiamma (vedi schema).

Rivestire completamente la sede del parametro verticale con un telo di membrana dello stesso tipo, tagliato in misura.

Proteggere la testa del manto impermeabile mediante una scossalina metallica, fissata meccanicamente al rilievo e sigillata superiormente con silicone.

 

 

   Bocchettoni di scarico

Oltre alla scelta del materiale dei pluviali, che dovrebbe far parte del capitolato generale, bisogna prestare attenzione alle pendenze in prossimità dell’imbocco ed alla posizione dei pluviali rispetto ad elementi verticali.

Le contropendenze in prossimità dell’imbocco, generate dell'ispessimento delle sovrapposizioni tra il manto e l’imbocco, provocano ristagni d’acqua, che accelerano il deterioramento del manto.

Per evitare il problema, la zona di imbocco (compresa l’area di sovrapposizione) deve essere situata ad un livello inferiore alla quota minima della pendenza.

Inoltre posizionare l’imbocco del pluviale a non meno di 50 cm dal più vicino elemento in elevazione, per evitare che materiali trasportati dal vento (foglie secche, sacchetti di plastica, ecc.) possano ostruire il pluviale.

Ricavare attorno al foro di scarico una sede per l’alloggiamento del bocchettone profonda ca 1 cm. Nel caso di coperture isolate tale sede dovrà essere ricavata nell’isolante.

È consigliato l’impiego di bocchettoni di scarico in materiale metallico o plastico (PVC), aventi corona di raccordo larga almeno 10 cm dal bordo del foro.

Per il corretto dimensionamento dei pluviali di scarico, si veda la tabella qui a lato.

Applicare la barriera al vapore, l’isolamento termico ed il primo strato dell’elemento di tenuta arrestandosi in prossimità dei bordi del foro di scarico.

Inserire il bocchettone nel foro di scarico.

Trattare la flangia del bocchettone con del primer bituminoso ed in seguito applicare il secondo strato dell'elemento di tenuta, rivestendo internamente con la membrana il tratto iniziale del tubo del bocchettone.

Inserire nel foro del bocchettone un dispositivo paraghiaia o una griglia parafoglie.

Capacità di smaltimento dei bocchettoni (messicani)

Ø   80 mm   50 mq. Ø 140 mm 150 mq. Ø 200 mm 300 mq.
Ø 100 mm   80 mq. Ø 160 mm 200 mq. Ø 220 mm 380 mq.
Ø 120 mm 110 mq. Ø 180 mm 250 mq. Ø 250 mm 490 mq.

 

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