Bonifica delle Coperture Contenenti Amianto

Precedentemente all'applicazioni delle attuali Normative di Legge, derivanti dalla scoperta che la fibra d'amianto è tossica, e che è causa di una malattia mortale (l'asbestosi), l'amianto veniva largamente utilizzato per tantissime applicazioni.

Fra queste esso veniva utilizzato per "fasciare" interi edifici e renderli ignifughi, venivano realizzati rivestimenti di facciate e coperture di edifici civili e/o industriali,mediante applicazione di lastre ondulate, le quali avevano diverse caratteristiche e fra esse la facilità di posa, il costo decisamente contenuto (rispetto ad altre tipologie di coperture), la durata nel tempo, la leggerezza, etc..

Successivamente é stato scoperto che tutti i manufatti contenenti amianto, rilasciano nell'etere le fibre di cui sono composti e, essendo tali fibre di dimensioni microscopiche, si insinuano negli alveoli polmonari mentre respiriamo e, alla lunga, sono letali.

Da ciò le Leggi che attualmente sono in Vigore le quali stabiliscono che tutti i manufatti contenenti amianto sono stati "denunciati" dagli organi competenti (amministratori di Immobili, etc..) e, in caso di loro buona conservazione possono essere lasciati nel posto ove risiedono, ma qualora si intervenga su porzioni ove esistano tali manufatti, gli stessi debbono essere bonificati mediante:

smaltimento e conferimento in Discarica Autorizzata

incapsulamento mediante uso di idonei prodotti

Ovviamente le due operazione sopradescritte, sono totalmente differenti, sia per i costi che per la tempistica con cui vengono realizzate.

Per la prima (smaltimento e conferimento in Discarica Autorizzata), bisogna innanzitutto procedere al prelevamento di un campione del manufatto per farlo esaminare e stabilire la quantità di fibre da esso rilasciata. Successivamente serve una documentazione del luogo ove intervenire e dei luoghi limitrofi, uno studio d'esecuzione che comprenda diversi elementi fra cui l'indicazione del luogo di provenienza del manufatto contenente amianto, il luogo di destinazione (la discarica), il mezzo e la tempistica con cui verrà svolto tale trasporto, l'indicazione del Personale che effettuerà la lavorazione di smontaggio e i mezzi di protezione di cui sarà dotato, la presenza in Cantiere di una "cabina settorizzata" atta a consentire al Personale impiegato (ogni fine giornata di lavoro) di poter entrare nella cabina stessa, "svestirsi" degli indumenti con i quali hanno lavorato, riporli in apposito sacco di polietilene (sia le tute, rigorosamente bianche e di carta, che i soprascarpe, eventuali guanti, etc.) - il quale andrà successivamente sigillato con apposito nastro che riporti la dicitura "amianto" e conferito in discarica insieme ai manufatti ce si stanno demolendo, successivamente trasferirsi in altro scomparto ove effettuare la doccia per poi passare allo spogliatoio ove vestirsi per poi uscirne. Questa e altra operazioni devono essere contenute nella documentazione da produrre presso la ASL territorialmente competente e nel momento che quest'ultima fornisce parere positivo, si inizia a smontare la copertura in Oggetto ed eseguire la sovracopertura con altro materiale (per es. lastre in fibrocemento ecologico (non contenenti amianto)). Logicamente anche i costi per eseguire l'operazione sopradescritta sono molto onerosi.

Per quanto concerne le operazioni di incapsulamento, le stesse vengono eseguite mediante:

- utilizzo di resine spruzzate direttamente sulla porzione da trattare (anche se alcune ASL non permettono tale lavorazione perché, a detta loro, l'azione di "attacco" portato dai raggi UV sulle resine impiegate per l'incapsulamento, nel tempo permette alla fibra d'amianto di "liberarsi" e riprendere la propagazione nell'etere.

- esecuzione di sovracoperture, le quali possono essere eseguite mediante la posa, direttamente sulla porzione da trattare, di un pannello rigido di polistirene, di idonea densità e spessore e successivamente protetti mediante fornitura e posa di idonea impermeabilizzazione (bituminosa e/o sintetica).

- esecuzione di sovracoperture, mediante fornitura e posa in opera di un massetto alleggerito e formazione di apposita impermeabilizzazione (bituminosa e/o sintetica) superiore.

In un'occasione, abbiamo provveduto ad effettuare lo smaltimento e successiva ricopertura di un tetto in ondulato contenente amianto mediante il primo processo lavorativo esplicato, in altre occasioni invece abbiamo provveduto alla lavorazione di seguito riportata che, come tutte le cose, presenta diversi aspetti da valutare fra cui:

Smaltire le lastre di un tetto contenente amianto in Discarica Autorizzata, elimina il problema della propagazione delle fibre d'amianto nell'etere in maniera definitiva

Le nuove coperture in lastre di fibrocemento ecologico (esenti da amianto) non hanno la stessa resistenza all'azione dei raggi UV ai quali vengono giornalmente esposti, causandone un invecchiamento precoce

Lo smaltimento, oltre che avere tempistiche abbastanza lunghe per la realizzazione dell'operazione, ha oneri decisamente superiori

Lasciare in sito il manufatto contenente amianto, evita spreco di soldi e permette di avere una copertura impermeabile di durata decisamente superiore a quella delle lastre ecologiche

Effettuando una sovracopertura eseguendo la lavorazione di seguito riportata, otteniamo anche un ottimo isolamento termico della copertura, con le conseguenti migliorie derivanti

Con la sovracopertura, otteniamo un ottimo risultato contenendo decisamente i costi

Non necessitano di nessuna autorizzazione da parte della ASL, poiché sulle lastre non verrà eseguita assolutamente nessuna lavorazione

Di seguito riportiamo le voci di Capitolato esplicanti la lavorazione che prediligiamo per la bonifica di una copertura in lastre di fibrocemento contenenti amianto (Eternit) eseguita mediante:

CAPITOLATO E MODALITA’ PROCEDURALI :

L'elemento di supporto alla nuova stratigrafia impermeabile é costituito dalle lastre
ondulate in fibrocemento esistenti.

Le lastre saranno bonificate in sito e pertanto nessuna operazione preliminare che possa disperdere le fibre di amianto, sarà realizzata.

Non sono necessari lavaggi con acqua in pressione, sabbiatura, spazzolatura, smerigliatura, aggressione chimica o altro.

Non è richiesta alcuna opera di preparazione del supporto.

1)    Castello di tiro:                                    Escluso

2)    Lavori di Protezione:                           Escluso

3)    Lavori di preparazione:

Fornitura e posa in opera, di un idonea spugna in espansolene, atta a colmare le cavità esistenti fra un’onda e l’altra delle lastre che formano l’attuale supporto.

Fornitura e posa in opera di tavole in legno atte a contenere il massetto che andremo a realizzare.

 Fornitura e posa in opera, sopra alle lastre di cemento amianto esistenti, di uno strato di rete elettrosaldata delle dimensioni di cm. 20x20, Ø 5 m/m.

4)        Lavori di inertizzazione del fibrocemento

Prima di iniziare le lavorazioni per l’incapsulamento, si dovrà procedere all’inertizzazione temporanea delle lastre in Fibro Cemento Amianto mediante posa a spruzzo a bassa pressione di apposito lattice pigmentato denominato EDILSTIK F.C.A.®, opportunamente diluito in acqua pulita.

Fornitura e posa in opera, direttamente sopra alla rete elettrosaldata precedentemente posizionata, di uno strato di inertizzazione delle lastre in fibrocemento contenenti amianto, con funzione anche di supporto alla nuova stratigrafia impermeabile, mediante formazione di massetto isolante termoacustico confezionato con POLITERM® : inerte superleggero in perle vergini di polistirene espanso a granulometria in curva costante (Æ perle mm. 3 – 6) ed a densità controllata; già preadittivato perla per perla all’ origine in fase di produzione con speciale additivo E.I.A.®, che consente la perfetta impastabilità con il legante idraulico, elimina il fenomeno del galleggiamento delle perle e garantisce la loro omogenea distribuzione nell’ impasto.

L'impasto sarà dosato a 250 Kg/m³ di cemento senza sabbia.

Conducibilità termica: 0,076 Kcal/m 2 h °C. Non infiammabile (ASTM D1962-68).

Posa in opera mediante pompaggio in quota con stesura di uno strato uniforme e regolare avente spessore minimo fuori onda di 5 cm..

 Il massetto così confezionato presenterà le seguenti caratteristiche: ("Clicca" x visualizzare la scheda)

Prima di procedere alla realizzazione del manto impermeabile, si dovrà eseguire un trattamento superficiale di preparazione:

Abrasione superficiale mediante monospazzola elettrica dotata di disco abrasivo e successiva aspirazione delle polveri prodotte.

Cicatrizzazione a fiamma delle perle affioranti mediante bruciatura con cannello alimentato a Gas Propano Liquido.

La posa di manti di impermeabilizzazione sul massetto confezionato con POLITERM®, è possibile trascorsi 4 – 7 giorni dalla realizzazione del massetto stesso. Il tempo indicato è suscettibile di variazioni, anche sostanziali, in funzione delle condizioni climatiche e meteorologiche esistenti.

5)        Bordo dell’impermeabilizzazione

Fornitura e posa in opera, in corrispondenza della posizione ove andrà applicato il profilo gocciolatoio, di un idonea “spugnetta antivento”, atta ad evitare che eventuali fenomeni ventosi particolarmente intensi, vadano a infiltrarsi fra la struttura in muratura e il profilo gocciolatoio da noi applicato sul quale viene saldato il manto.

Fornitura e posa in opera, sulla sommità dello “spondino esterno” del massetto precedentemente realizzato, di un idoneo profilo gocciolatoio in acciaio al carbonio zincato “ sendzimir “, dello sviluppo di m/m 165, avente la faccia superiore accoppiata con la lega di poliolefine e la faccia inferiore verniciata con lacca epossidico fenolica (= Dettaglio 1.1). Detto profilo andrà fissato meccanicamente alla sottostante soletta mediante l’utilizzo di tasselli ad espansione (un tassello ogni 20 cm. ca.). Saldatura del manto impermeabile proveniente dal canalone, mediante utilizzo di idonei “Leister” ad aria calda previo trattamento con liquido per pulizia Sarnafil Prep.

 6)    Lavori di impermeabilizzazione

Fornitura e posa in opera di un manto impermeabile sintetico realizzato in Lega di Poliolefine flessibili (FPO), armato in velo di vetro, accoppiato sulla faccia inferiore a un Tessuto Non Tessuto del peso di 200 g/m2, monostrato non prelaminato, resistente ai raggi U.V., modello SARNAFIL TG 76-15 Felt spessore 1,5 mm (escluso lo spessore del Tessuto non Tessuto), ottenuto in monostrato mediante procedimento di spalmatura diretta per estrusione in unico passaggio sulle due facce dell'armatura.

Avente le seguenti caratteristiche:

      Massa: 1,8 Kg/m2 - Larghezza dei teli: 2,0 ml. - Colore superficiale: beige chiaro a basso assorbimento calore - Carico di rottura unitario: 5 N/mm2  a norma DIN 53505 - Allungamento a rottura: 300% a norma SIA 280/1 - Deformazione dopo ciclo termico: <0,1% a norma SIA 280/3 - Coefficiente di dilatazione termica lineare: 35 x 10-6 °C-1 - Permeabilità al vapore: 3,1 x 10-3 mg/m 2h Pa a norma SIA 280/5 - Piegatura a bassa temperatura: -35 °C a norma SIA 280/2 - Resistenza a perforazione meccanica: 900 mm a norma SIA 280/14 - Resistenza alla grandine (supporto morbido): >35 m/sec a norma SIA 280/8 - Resistenza alla grandine (supporto rigido): >25 m/sec a norma SIA 280/8 - Resistenza alle radici: conforme a norma SIA 280/10 - Resistenza alle radici  test FLL (durata 4 anni): conforme - Resistenza alle intemperie artificiali e raggi U.V.: > 5.000 h - grado 0 a norma SIA 280/9 - Indice di protezione contro l'incendio: classe IV 3 a norma SIA  280/11 - Classe di fuoco: classe B2 a norma DIN 4102/1 - Resistenza a sostanze aggressive: conforme a norma DIN 16726 - Resistenza al bitume: conforme a norma DIN 16726 - Produzione con sistema di qualità certificato secondo norma ISO 9001

Avente elevata stabilità chimica, ampio spettro di resistenza alle sostanze di percolamento, avanzato profilo ecologico. Esente da composti alogenati, plastificanti, bitumi e metalli pesanti.

Posa mediante incollaggio totale con specifico adesivo, modello Sarnacol 2121, sovrapposizione dei teli di 5 cm e saldatura termica dei sormonti mediante apporto di aria calda con sistemi Sarnafil manuali ed automatici, previa preparazione/pulizia con Sarnafil T Prep.

Tutte le saldature manuali verranno realizzate in tre fasi:

1) puntatura dei teli; 2) presaldatura con formazione di sacca interna; 3) saldatura finale a tenuta idraulica.

 

 

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